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La gloriosa fine dello scheumorfismo.

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Scheumorfismo, un termine ed una filosofia di design oggetto di ferventi dibattiti. Nel design di interfacce utente è l’approccio grafico che mantiene un rapporto visivo con il suo oggetto fisico originale. Una sorta di “realismo visivo”.
Per chiarire con un esempio, lo scheumorfismo è in un’applicazione per leggere libri in cui il testo viene visualizzato in un’interfaccia che imita un libro fisico reale.
L’apoteosi di questa filosofia si è raggiunta con l’avvento di iOS: pare che Steve Jobs ne fosse un fervente sostenitore, probabilmente per la convinzione che aiutasse l’approccio aiutasse gli utenti lontani dalla tecnologia ad avere meno difficoltà nell’uso quotidiano delle app.

Non si può però assumere che l’applicazione dello scheuformismo generi necessariamente delle interfacce user-friendly.

iDial per iPhone

iDial per iPhone.

iDial rappresenta un’implementazione “estrema” dello scheumorfismo, spesso vittima del fascino del “vintage”, con un tripudio di apparecchiature obsolete, legni grezzi, cuciture, pellami vari.

Il recente passaggio al flat design dell’iOS 7, grazie all’apporto di Jonathan Ive, rappresenta probabilmente la pietra tombale dello scheumorfismo. Sarcasticamente alcuni articoli di riviste specializzate hanno festeggiato questa svolta come un riconoscimento dell’intelligenza dell’utente, la realtà è che le mode nell’ UI design, in barba ai critici, sono dettate ancora a Cupertino.

Da sinistra a destra, il passaggio dallo scheuformismo al flat design.

Da sinistra a destra, il passaggio dallo scheuformismo al flat design.

 

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