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	<title>La ricerca della visibilità per divulgare la cultura del web marketing &#187; social network</title>
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		<title>Scrivere articoli SEO &#8220;evergreen&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Jun 2016 06:13:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>antonella</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[Social media marketing]]></category>
		<category><![CDATA[Strategie di marketing nell'era digitale]]></category>
		<category><![CDATA[digitalmarketing]]></category>
		<category><![CDATA[marketing digitale]]></category>
		<category><![CDATA[SEO]]></category>
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		<category><![CDATA[social media marketing]]></category>
		<category><![CDATA[social network]]></category>

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		<description><![CDATA[La forza di articoli SEO “evergreen” La creazione di articoli “evergreen” è un&#8217;ottima strategia per migliorare il ranking di ricerca. Se ben scritto, un articolo che funziona per il pubblico funzionerà anche per i motori di ricerca. Ma cos&#8217;è un<a class="moretag" href="https://www.mediabeta.com/blog/scrivere-articoli-seo-evergreen/"> Continua...</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>La forza di articoli SEO “evergreen”</strong></p>
<p>La creazione di articoli “evergreen” è un&#8217;ottima strategia per migliorare il ranking di ricerca.<br />
Se ben scritto, un articolo che funziona per il pubblico funzionerà anche per i motori di ricerca.</p>
<p><strong>Ma cos&#8217;è un articolo “evergreen” e cosa lo rende tale?</strong></p>
<p>Un articolo “evergreen” è in grado di resistere al tempo, si può leggere sempre, offre traffico e può occupare posizioni importanti nelle classifica di ricerca per mesi o addirittura anni dopo la data di pubblicazione. Per rispondere a questi requisiti, un articolo deve essere rilevante per gli utenti, quindi, essere ben scritto, utile e rispondere alle esigenze del pubblico.</p>
<p><a href="https://www.mediabeta.com/blog/wp-content/uploads/2016/06/contenuto-evergreen.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-2192" title="contenuto-evergreen" src="https://www.mediabeta.com/blog/wp-content/uploads/2016/06/contenuto-evergreen.png" alt="" width="648" height="341" /></a><br />
Ad esempio, un articolo che segnala il rilascio di una nuova versione di smartphone susciterà interesse solo fino al momento dell&#8217;uscita poi, lentamente, perderà la sua efficacia; ma un articolo che fornisce consigli pratici su come aggiornare/gestire il dispositivo sarà attuale anche fra 10 mesi.<br />
<strong><span style="color: #ff0000;">Gli articoli “evergreen” richiedono più tempo e fatica ma, se <strong>ben</strong> fatti, ripagano.</span></strong></p>
<p><strong>Ingredienti per un articolo “evergreen”</strong></p>
<p><strong></strong>Esistono una serie di fattori che consentono di avere articolo con una “data di scadenza” più lontana:</p>
<ul>
<li><strong>Qualità</strong>: una articolo deve risultare interessante ed utile per i lettori;</li>
<li><strong>Rispondere ad una necessità</strong>: se il tuo articolo risponde ad una domanda per cui il tuo pubblico stava cercando una risposta, allora avrà più possibilità di successo;</li>
<li><strong>Titolo interessante</strong>: già dal titolo si dovrebbe intuire il contenuto, dovrebbe essere descrittivo. Esempi di titoli “evergreen”:</li>
</ul>
<ul>
<ul>
<li><a href="https://www.mediabeta.com/blog/misurare-su-twitter-la-brand-awareness-di-un-tuo-marchio/" target="_blank">Misurare su Twitter la brand awareness di un tuo marchio</a>;</li>
<li><a href="https://www.mediabeta.com/blog/ascoltare-i-clienti-e-provare-a-comprenderli-grazie-agli-hashtag/" target="_blank">#hashtag per ascoltare i clienti e provare a comprenderli con i social network</a>;</li>
<li><a href="https://www.mediabeta.com/blog/come-aumentare-le-visualizzazioni-su-instagram/" target="_blank">Come aumentare le visualizzazioni su Instagram dal blog WordPress</a>.</li>
</ul>
</ul>
<ul>
<li><strong>Essere leggibile</strong>: molto importante è come un articolo viene presentato. Se un utente clicca su un articolo e vede grandi parti di testo senza titoli, immagini, elenchi puntati ecc. farà fatica a leggere;</li>
<li><strong>Supera i test “long click”</strong>: un articolo “evergreen” ha bisogno di superare la prova “long click”. Se gli utenti, cliccando su di esso, vi trovano qualcosa di utile e trascorrono del tempo sulla pagina, questo è un feedback positivo per Google che indica che il contenuto ha soddisfatto le esigenze degli utenti e merita la sua posizione nella SERP. Un buon articolo “evergreen” dovrebbe rispondere a questo requisito nel corso del tempo.</li>
<li><strong>Scritto con “mentalità SEO”</strong>: un buon articolo “evergreen” dovrebbe essere scritto tenendo a mente le parole chiave e gli obiettivi principali, e dovrebbe essere supportato da altre pagine del sito.</li>
<li><strong>Non abbia una data di scadenza troppo “ravvicinata”</strong>: per esempio, potrei tentare di scrivere la guida definitiva in ottica SEO, ma Google può aggiornare il suo algoritmo o introdurre alcune nuove caratteristiche tre mesi più tardi, rendendo il mio articolo “fuori moda”. In generale, comunque, se si mira a dare consigli utili per i lettori ci sono buone possibilità di successo.</li>
</ul>
<p><strong>E voi? Avete mai scritto articoli “evergreen”?</strong></p>
<p>Avete già scritto contenuti sempreverdi? Che metodo avete usato? Li ritenete interessanti e utili? Vi va di condividerli?</p>
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		<title>Quanto spesso dovremmo postare i nostri contenuti sui Social Network?</title>
		<link>https://www.mediabeta.com/blog/quanto-spesso-dovremmo-postare-i-nostri-contenuti-sui-social-network/</link>
		<comments>https://www.mediabeta.com/blog/quanto-spesso-dovremmo-postare-i-nostri-contenuti-sui-social-network/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 23 Mar 2016 11:24:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Micali (aka: Kaizenfra)</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[Social media marketing]]></category>
		<category><![CDATA[facebook marketing]]></category>
		<category><![CDATA[instagram marketing]]></category>
		<category><![CDATA[marketing digitale]]></category>
		<category><![CDATA[social media]]></category>
		<category><![CDATA[social media marketing]]></category>
		<category><![CDATA[social network]]></category>

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		<description><![CDATA[Spesso, per chi vuol fare business utilizzando i Social Network come strumento di marketing, sapere quando e come “postare” i propri contenuti diventa molto importante. La domanda che spesso ci si pone è: “Quante volte è opportuno postare sui Social<a class="moretag" href="https://www.mediabeta.com/blog/quanto-spesso-dovremmo-postare-i-nostri-contenuti-sui-social-network/"> Continua...</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Spesso, per chi vuol fare <strong>business</strong> utilizzando i <strong>Social Network</strong> come strumento di <strong>marketing</strong>, sapere quando e come “postare” i propri contenuti diventa molto importante.</p>
<p>La domanda che spesso ci si pone è: “<strong>Quante volte è opportuno postare sui Social Network?</strong>”.</p>
<p>La <strong>giusta frequenza non esiste</strong>, ma dipende da diversi fattori legati al target di riferimento, alle piattaforme per cui si sta scrivendo e la capacità di produrre contenuti adeguati. Inoltre ogni piattaforma è diversa e le linee guida su come gestire algoritmi ed impostazioni vengono continuamente aggiornate.</p>
<p>E quindi? Come fare trovare la giusta misura, né troppo né troppo poco?</p>
<p>Come già detto, non esiste una risposta assoluta ma possiamo provare a delineare delle linee guida.</p>
<ul>
<li>Seguire tutti i Sociale Network richiederebbe molte risorse per ottenere contenuti di qualità. Se non si hanno le risorse adeguate, il consiglio è quello di ridurre il numero di piattaforme sul quale si sceglie di essere attivi in modo da poter pubblicare su quelli più utilizzati.</li>
</ul>
<ul>
<li>Provare a scrivere qualcosa su ogni piattaforma tutti i giorni. Postare una volta al giorno non è l&#8217;ideale però fa percepire la nostra presenza&#8230;</li>
</ul>
<p>Molti sono i Social Network sul quale è possibile creare campagne di marketing: <strong>Instagram</strong>, <strong>Facebook</strong>, <strong>Twitter</strong>, <strong>YouTube</strong>, <strong>Google+</strong>, <strong>Pinterest</strong>, <strong>LinkedIn</strong>&#8230; però, come già detto, dedicarsi a tutti richiederebbe risorse importanti quindi analizzeremo quelli che, per numeri di utenti, sono i più utilizzati.</p>
<p><strong>FACEBOOK</strong> &#8211; 2 volte al giorno<br />
Con i suoi <strong>1.55 miliardi di utenti attivi</strong> (gennaio 2016 da <a href="http://www.statista.com/statistics/272014/global-social-networks-ranked-by-number-of-users/" target="_blank">Statista</a>), Facebook rimane il <strong>Social Network per eccellenza</strong>. Va da sé che, se si vuol iniziare a pubblicizzare i propri prodotti sui Social Network, il primo a cui dedicarsi sarà inevitabilmente questo.</p>
<p>Nel corso degli anni, i cambiamenti dell&#8217;algoritmo di Facebook hanno fatto notevolmente diminuire l&#8217;importanza della “organic reach” ed è quindi venuta a mancare la necessità di postare regolarmente per aumentare la platea di utenti. Sono ormai divenuti quasi obbligatori i post mirati. Il risultato è che i post possono essere meno frequenti, perché rivolti alla giusta platea di utenti.<br />
Consigliamo di dare un&#8217;occhiata ad un post pubblicato su questo Blog: “<a href="https://www.mediabeta.com/blog/lorario-migliore-per-pubblicare-post-su-facebook/" target="_blank"><strong>L&#8217;orario migliore per pubblicare post su Facebook</strong></a>”, troverete alcune interessanti (anche su un po&#8217; datate) considerazioni per programmare le vostre attività su questo Social Network.</p>
<p><a href="https://www.mediabeta.com/blog/wp-content/uploads/2016/03/facebook_mod2.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2184" title="facebook_mod" src="https://www.mediabeta.com/blog/wp-content/uploads/2016/03/facebook_mod2.jpg" alt="" width="1151" height="1419" /></a></p>
<p><strong>INSTAGRAM</strong> – Almeno 3 volte al giorno<br />
<strong>Instagram</strong> ha oltrepassato i <strong>400 milioni di utenti attivi in tutto il mondo</strong>, diventando uno dei Social Network di condivisione di immagini più utilizzato. Ma come utilizzare un Social di condivisione di immagini per fare marketing? Si potrebbe pensare &#8220;<strong>quali immagini posso pubblicare una volta finito i selfie</strong>&#8220;? Le immagini sono molto popolari e condivisibili, quindi il consiglio è quello di postare immagini che abbiano un nesso con i vostri prodotti e il vostro marchio, il più spesso possibile.</p>
<p><a href="https://www.mediabeta.com/blog/wp-content/uploads/2016/03/instagram_mod2.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2180" title="instagram_mod" src="https://www.mediabeta.com/blog/wp-content/uploads/2016/03/instagram_mod2.jpg" alt="" width="1047" height="1200" /></a></p>
<p><strong>TWITTER</strong> &#8211; 6 volte al giorno<br />
Ormai sono <strong>300 milioni gli utenti</strong> in tutto il mondo che <strong>usano giornalmente Twitter</strong>. Essendo una piattaforma Social molto “rapida” c&#8217;è il rischio di perdere qualche post, quindi il consiglio è quello di pubblicare almeno una volta ogni ora durante le ore lavorative. Sembrerebbe un&#8217;attività un po&#8217; impegnativa ma in realtà, con un po&#8217; di pianificazione e software come <a href="http://signuptoday.hootsuite.com/pro-ita-branded-split-test/?&amp;mkwid=sai9G0Rcc_dc&amp;pcrid=94082237404&amp;pkw=hootsuite&amp;pmt=e&amp;Last_Associated_Campaign__c=701a0000002JQDG&amp;utm_source=google&amp;utm_medium=cpc&amp;utm_campaign=hootsuite_pro_google_search_ita_italian_branded&amp;gclid=CKyM2oPOyssCFW8o0wod9JkPnw" target="_blank"><strong>Hootsuite</strong></a>, è facilmente realizzabile.</p>
<p><a href="https://www.mediabeta.com/blog/wp-content/uploads/2016/03/twitter_mod.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2175" title="twitter_mod" src="https://www.mediabeta.com/blog/wp-content/uploads/2016/03/twitter_mod.jpg" alt="" width="1185" height="812" /></a></p>
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		<title>#hashtag per ascoltare i clienti e provare a comprenderli con i social network</title>
		<link>https://www.mediabeta.com/blog/ascoltare-i-clienti-e-provare-a-comprenderli-grazie-agli-hashtag/</link>
		<comments>https://www.mediabeta.com/blog/ascoltare-i-clienti-e-provare-a-comprenderli-grazie-agli-hashtag/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 10 Sep 2013 10:30:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Micali (aka: Kaizenfra)</dc:creator>
				<category><![CDATA[Social media marketing]]></category>
		<category><![CDATA[#hashtag]]></category>
		<category><![CDATA[Facebook]]></category>
		<category><![CDATA[hashtracking]]></category>
		<category><![CDATA[Keyhole]]></category>
		<category><![CDATA[social network]]></category>
		<category><![CDATA[tagboard]]></category>
		<category><![CDATA[twitter]]></category>
		<category><![CDATA[twubs]]></category>

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		<description><![CDATA[Gli #hashtag sono particolari etichette utilizzate in alcuni social network per creare dei tag. Essi sono formati da parole o combinazioni di parole concatenate precedute dal simbolo # (cancelletto). Gli #hashtag sono spesso utilizzati in modo scorretto o abusati da<a class="moretag" href="https://www.mediabeta.com/blog/ascoltare-i-clienti-e-provare-a-comprenderli-grazie-agli-hashtag/"> Continua...</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Gli #hashtag sono particolari etichette utilizzate in alcuni social network per creare dei tag.</p>
<p>Essi sono formati da parole o combinazioni di parole concatenate precedute dal simbolo # (cancelletto).</p>
<p><a href="https://www.mediabeta.com/blog/wp-content/uploads/2013/09/hashtags.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1825" title="#hashtags" src="https://www.mediabeta.com/blog/wp-content/uploads/2013/09/hashtags-300x103.jpg" alt="" width="300" height="103" /></a></p>
<p>Gli #hashtag sono spesso utilizzati in modo scorretto o abusati da parte degli utenti e questo comportamento ha delle ricadute sulla qualità delle discussioni in rete e del loro monitoraggio. In particolare</p>
<ul>
<li>inficia le analisi di sentiment rispetto ad un certo tema / marchio</li>
<li>rende poco significativi i trend</li>
</ul>
<p>Capita spesso che le aziende creino degli #hashtag ad hoc per lanciare un prodotto, una campagna ma questo #hashtag venga ri-utilizzato, in modo cosciente o meno, dagli utenti anche per altre discussioni.</p>
<p>In questo modo, alla discussione principale che è stata lanciata dall&#8217;azienda ideatrice del #hashtag, si sovrappongono delle voci aggiuntive che:</p>
<ul>
<li>creano rumore di fondo rispetto alle discussioni che si stanno ascoltando</li>
<li>distraggono l&#8217;attenzione dalla discussione principale veicolandola potenzialmente verso altre discussioni o altri &#8220;luoghi&#8221;</li>
</ul>
<p><strong>Non si può mai completamente possedere o controllare un #hashtag, #Ricordiamolo!</strong></p>
<p>Un esempio, è la campagna che Mercedes ha lanciato sui social network con l&#8217;hashtag #youdrive.<br />
Obiettivo dell&#8217;azienda era quello di interagire con clienti potenziali e provare ad attrarre i clienti più giovani.</p>
<p><strong>Ad una prima analisi, risultava che il 54% delle discussioni #youdrive erano positive ed il restante?</strong><br />
Ebbene solo il 3% erano negative verso la campagna, mentre la restante parte aveva un tono del tutto neutrale che creava, però, un rumore di fondo tale da non permettere in prima istanza un&#8217;agevole valutazione dell&#8217;andamento della campagna e la scoperta di informazioni e suggerimenti utili all&#8217;azienda come la valutazione della cosiddetta &#8220;intenzione ad acquistare&#8221;.</p>
<p><strong>Qui di seguito segnalo alcuni tool per monitorare gli #hashtag su Twitter</strong></p>
<ul>
<li><a href="http://twubs.com/">Twubs </a></li>
</ul>
<p>È possibile utilizzare Twubs per seguire un hashtag in tempo reale.<br />
Basta inserire, nella casella di ricerca, l&#8217;hashtag che si vuole monitorare e si vedrà un flusso live con tutti i tweet che utilizzano tale hashtag.</p>
<p>Twubs è un ottimo strumento per gestire i flussi di tweet durante eventi e conferenze e poter fare anche una moderazione dei tweet visibili o meno nel flusso.</p>
<ul>
<li><a href="https://www.hashtracking.com/">Hashtracking</a></li>
</ul>
<p>Questo strumento è simile a Twubs ma in più fornisce tabelle e grafici, nonché i numeri di tweet e retweet, portata, impressioni e altri dettagli che aiutano per avere un quadro più definito sul successo o meno del #hashtag.</p>
<p><strong>altri Tool per monitorare gli  #hashtag</strong></p>
<ul>
<li><a href="http://tagboard.com/">Tagboard</a></li>
</ul>
<p>Questo utile strumento permette di &#8220;vedere l&#8217;intera conversazione&#8221; relativa ad un hashtag.<br />
La cosa utile consiste nel fatto che permette di farlo sui diversi social network: Twitter, Instagram, Facebook, App.net, Vite e Google+.</p>
<ul>
<li><a href="http://keyhole.co/">Keyhole</a></li>
</ul>
<p>Permette il monitoraggio di qualsiasi keyword, #hashtag o un URL sui Twitter, Facebook e Instagram.<br />
Analizza le conversazioni del vostro pubblico in tempo reale e trova le storie, siti web e influencer che al momento si occupano maggiormente di quel #hashtag o keyword.</p>
<p><strong>Conoscevate questi strumenti? Quali utilizzate per monitorare le discussioni online?</strong></p>
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		</item>
		<item>
		<title>Usare i social network nelle aziende sanitarie? Si, ma con quale policy?</title>
		<link>https://www.mediabeta.com/blog/usare-i-social-network-nelle-aziende-sanitarie-si-ma-con-quale-policy/</link>
		<comments>https://www.mediabeta.com/blog/usare-i-social-network-nelle-aziende-sanitarie-si-ma-con-quale-policy/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 19 Oct 2010 13:19:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Micali (aka: Kaizenfra)</dc:creator>
				<category><![CDATA[Posizionamento motori di ricerca e Web marketing]]></category>
		<category><![CDATA[Social media marketing]]></category>
		<category><![CDATA[Strategie di marketing nell'era digitale]]></category>
		<category><![CDATA[azienda sanitaria]]></category>
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		<description><![CDATA[La settimana scorsa sul sito CorsidiMedicinaInItalia.it  abbiamo suggerito la lettura di un articolo dove venivano indicati alcuni semplici passi per coinvolgere i medici nelle attività di "Social Network" a supporto dell'azienda sanitaria dove lavorano.

Oggi proponiamo 5 punti per sviluppare una sintetica policy di gestione dei social network da parte dei dipendenti, siano essi medici, paramedici, amministrativi che desiderano partecipare al processo di branding e customare support della propria azienda sanitaria.

Per fare questo riprendiamo l'articolo scritto da Nicola Ziady sul suo blog secondo la quale basterebbero 5 semplici linee guida per la redazione di una policy inerente l'uso dei social network.

Quali potrebbero essere queste cinque regole? <a href="https://www.mediabeta.com/blog/usare-i-social-network-nelle-aziende-sanitarie-si-ma-con-quale-policy/">Continua <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="file:///C:/Users/FRANCE~1/AppData/Local/Temp/moz-screenshot-1.png" alt="" /><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-964" title="social_network_sanitario" src="https://www.mediabeta.com/blog/wp-content/uploads/2010/10/social_network_sanitario-150x150.jpg" alt="social_network_sanitario" width="150" height="150" />La settimana scorsa sul sito <a href="http://www.corsidimedicinainitalia.it/" target="_self">CorsidiMedicinaInItalia.it </a> abbiamo suggerito la lettura di un <a href="http://www.corsidimedicinainitalia.it/come-possono-gli-ospedali-le-strutture-sanitarie-agevolare-i-medici-nelle-loro-attivita-di-condivisione-socializzazione-e-divulgazione/">articolo</a> dove venivano indicati alcuni semplici passi per coinvolgere i medici nelle attività di &#8220;Social Network&#8221; a supporto dell&#8217;azienda sanitaria dove lavorano.</p>
<p>Oggi proponiamo<strong> 5 punti per sviluppare una sintetica policy</strong> di gestione dei social network da parte dei dipendenti, siano essi medici, paramedici, amministrativi che desiderano partecipare al processo di branding e customer support della propria azienda sanitaria.</p>
<p>Per fare questo riprendiamo l&#8217;articolo scritto da Nicola Ziady sul suo <a href="http://nicolaziady.wordpress.com/" target="_self">blog</a> secondo la quale basterebbero 5 semplici linee guida per la redazione di una policy inerente l&#8217;uso dei social network.</p>
<p><strong>Quali potrebbero essere queste cinque regole? </strong>eccole di seguito:</p>
<p><strong>1)Keep it Short</strong><br />
La redazione del documento di policy dovrebbe essere lunga al massimo una paginetta e soprattutto la si dovrebbe scrivere nel modo più semplice possibile.</p>
<p>Ad esempio viene portata la policy dell&#8217;ospedale di Danbury che si caratterizza per la chiarezza con cui invita i propri dipendenti:<br />
- a fare attività di blogging personale&#8230;.ma non in orari lavorativi;<br />
- a fare blogging per l&#8217;azienda&#8230; ma solo dopo espressa autorizzazione dell&#8217;amministrazione;</p>
<p>Per approfondimenti sulla <a href="http://www.danburyhospital.org/en/About-Us/Social-Media">policy dell&#8217; ospedale di Danbury </a>.</p>
<p><strong>2)Keep it Simple</strong><br />
per questo secondo punto viene portata ad esempio la policy della Mayo Clinic, una clinica statunitense pioniera nell&#8217;uso dei social network.<br />
La sua policy non va oltre una paginetta. Pochi sono i punti in cui si struttura e tra questi è da sottolineare che :<br />
- i post ed i commenti scritti nel blog della Mayo Clinic saranno precisi e reali;<br />
- eventuali errori o inesattezze saranno prontamente corrette;<br />
- una volta corrette le inesattezze, il post originale sarà comunque mantenuto a salvaguardia dell&#8217;integrità;</p>
<p>Un esempio di semplicità ma soprattutto di trasperenza dei processi. Per una visione completa della <a href="http://sharing.mayoclinic.org/guidelines/for-mayo-clinic-employees/" target="_self">policy della Mayo Clinic</a>.</p>
<p><strong>3)Keep it Encouraging</strong><br />
E&#8217; bene non limitarsi a dire cosa non fare ma soprattutto incoraggiare e chiarire bene cosa fare.<br />
Ad esempio incoraggiare a partecipare ma ancora prima ad ascoltare,  perchè è dall&#8217;ascolto che nascono partecipanti attenti, empatici, collaborativi.<br />
<strong><br />
4)Keep it Educational</strong><br />
Nel senso di spiegare <em>al meglio</em>, di condividere <em>al meglio</em>, di interagire <em>al meglio</em>.<br />
Dove &#8220;<em>al meglio&#8221;</em> significa con cordialità, con tatto, con educazione. L&#8217;invito è quello di usare un tono sempre affabile perchè il rapporto che si sta instaurando tra un utente ed il blog aziendale, in questo caso dell&#8217;ospedale, è prima di tutto un rapporto tra persone. I blog, i wiki e tutte le altre forme di discussione online sono prima di tutto interazioni individuali e non di comunicazione aziendale.</p>
<p><strong>5)Keep it Trasparent</strong><br />
Una volta che la policy è redatta &#8230;non pubblicarla solo sulla intranet aziendale ma condividerla, condividerla, condividerla non solo con i dipendenti ma con tutta la comunità. In questo modo avrà la fuzione di un impegno vero e proprio.</p>
<p><strong>Conoscete aziende sanitarie italiane che stanno utilizzando i social network ed hanno redatto una policy?</strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Servizio di monitoraggio della reputazione online per una migliore promozione aziendale</title>
		<link>https://www.mediabeta.com/blog/servizio-di-monitoraggio-della-reputazione-online-per-una-migliore-promozione-aziendale/</link>
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		<pubDate>Wed, 17 Feb 2010 13:19:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Micali (aka: Kaizenfra)</dc:creator>
				<category><![CDATA[Social media marketing]]></category>
		<category><![CDATA[Strategie di marketing nell'era digitale]]></category>
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		<description><![CDATA[Correva l&#8217;anno 2006 quando ho cominciato ad interessarmi di reputazione web. A quei tempi seguivo uno studente del corso di laurea in Informatica di Messina che stava lavorando alla tesi &#8221;Visibilità sui Motori di ricerca. Promozione online della propria azienda tramite il controllo della<a class="moretag" href="https://www.mediabeta.com/blog/servizio-di-monitoraggio-della-reputazione-online-per-una-migliore-promozione-aziendale/"> Continua...</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Correva l&#8217;anno 2006 quando ho cominciato ad interessarmi di reputazione web.</p>
<p>A quei tempi seguivo uno studente del corso di laurea in Informatica di Messina che stava lavorando alla tesi &#8221;<strong>Visibilità sui Motori di ricerca. Promozione online della propria azienda tramite il controllo della reputazione</strong>&#8220;. Quella fu l&#8217;occasione per mettere insieme i tanti pezzi &#8220;bibliografici&#8221; che nel tempo avevo raccolto.</p>
<p>In quel periodo il fenomeno dei social network non era ancora esploso e ricordo che in quell&#8217;occasione provammo i tanti servizi online gratuiti per il monitoraggio della reputazione sui siti web e sui blog.</p>
<p>Tra i servizi per analizzare la blogsfera prendemmo in esame <a title="sito esterno" href="http://www.google.it/blogsearch" target="_self">google.it/blogsearch</a>,  <a title="sito esterno" href="http://www.blogpulse.com/" target="_self">blogpulse.com</a>, <a title="sito esterno" href="http://www.icerocket.com" target="_self">icerocket.com</a>, feedster.com, <a title="sito esterno" href="http://www.pubsub.com" target="_self">pubsub.com </a>.</p>
<p>In questi anni ho continuato a seguire il tema e devo dire che la realtà italiana è cresciuta molto. Alcuni di quei servizi non ci sono più, alcuni sono rimasti tali e quali, altri si sono evoluti inserendo tra le fonti da scansionare i social network ed altri ancora hanno addirittura implementato i loro algoritimi semantici per migliorare i risultati delle ricerche nelle lingue diverse dall&#8217;inglese.</p>
<p>Ultimamente ho ripreso<span style="color: #000000;"> </span>in mano la materia per aggiornarmi e per fare dei test per un nuovo format a cui sto lavorando. Ho iniziato l&#8217;aggiornamento da servizi italiani come <a title="sito esterno" href="http://www.reputazioneonline.it/" target="_self">Reputation manger</a> e <a title="sito esterno" href="http://www.digital-pr.it/" target="_self">Vox populi</a> ma mi sono subito fermato perchè queste aziende non permettono ancora di testare il loro prodotto in versione  trial. Neanche in seguito ad una semplice e rapida registrazione online. <img src='https://www.mediabeta.com/blog/wp-includes/images/smilies/icon_sad.gif' alt=':(' class='wp-smiley' /> </p>
<p><strong>All&#8217;ultimo IAB Forum di Milano avevo sentito parlare bene delle aziende italiane.</strong> Pazienza proverò i loro servizi in un altro momento.</p>
<p>Gli anglofoni, invece, offrono <strong>servizi di monitoraggio della reputazione web</strong> in modalità sia free che trial.  Potrei fare un lungo elenco ma preferisco citare quattro servizi, <strong>due gratuiti (</strong><a title="sito esterno" href="https://brandmentions.com/socialmention/"><strong>Socialmention</strong></a><strong> e </strong><a title="sito esterno" href="http://addictomatic.com/" target="_self"><strong>Addictomatic</strong></a><strong>) e due a pagamento (</strong><a title="sito esterno" href="http://www.brandseye.com/" target="_self"><strong>Brandseye</strong></a><strong> e </strong><a title="sito esterno" href="http://www.trackur.com/" target="_self"><strong>Trackur</strong></a><strong>).</strong></p>
<p><strong>Tra questi quattro <em>SocialMention</em> è quello che ha soddisfatto di più le mie necessità</strong>: tempi ridotti per iniziare il test, gratuità, accuratezza e pertinenza dei risultati mostrati in riferimento a contenuti scritti da fonti italiane.</p>
<p>Ultimamente dovevo monitorare quanto un certo articolo pubblicato da un noto giornale italiano fosse ripreso, ripubblicato o segnalato sui social network.</p>
<p><strong>SocialMention</strong>, grazie alla sua natura di motore di ricerca di contenuti generati dagli utenti e pubblicati sui social media, mi ha informato su chi stava parlando dell&#8217;articolo (<em>obiettivo di primo livello raggiunto</em>)  ma ha fornito anche informazioni sulla reputazione (<em>obiettivo di secondo livello raggiunto</em>).</p>
<p>Nonostante sia un servizio gratuito fornisce già dei dati di</p>
<ul>
<li><strong>Strenght</strong>: la probabilità che si stia discutendo di noi sui social network;</li>
<li><strong>Passion</strong>: la misura della probabilità che utenti che parlano di noi continueranno a farlo;</li>
<li><strong>Sentiment</strong>: il rapporto tra menzioni positive e menzioni  negative;</li>
<li><strong>Reach</strong>: la misura del range di influenza.</li>
</ul>
<p><strong>Mi piacerebbe conoscere le opinioni di chi ha già utilizzato Socialmention. Invito chi non l&#8217;avesse ancora fatto a farlo.</strong></p>
<p>Qui di seguito due interessanti video sul funzionamento di Socialmention:<br />
<object width="425" height="344" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/znrqa3awWNs&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed width="425" height="344" type="application/x-shockwave-flash" src="https://www.youtube.com/v/znrqa3awWNs&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" allowFullScreen="true" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" /></object></p>
<p><object width="425" height="344" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/4SqiNzPXwyE&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed width="425" height="344" type="application/x-shockwave-flash" src="https://www.youtube.com/v/4SqiNzPXwyE&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" allowFullScreen="true" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" /></object></p>
<p><strong>Conoscete altri strumenti di monitoraggio della reputazione web che danno buoni risultati per contenuti in italiano?</strong></p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Mediabeta pubblica la sua fans page su Facebook: attenzione al profilo personale!</title>
		<link>https://www.mediabeta.com/blog/mediabeta-pubblica-la-sua-fans-page-su-facebook-attenzione-al-profilo-personale/</link>
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		<pubDate>Wed, 09 Sep 2009 09:54:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Micali (aka: Kaizenfra)</dc:creator>
				<category><![CDATA[Posizionamento motori di ricerca e Web marketing]]></category>
		<category><![CDATA[Social media marketing]]></category>
		<category><![CDATA[Strategie di marketing nell'era digitale]]></category>
		<category><![CDATA[consulenza web marketing]]></category>
		<category><![CDATA[creazione profilo su facebook]]></category>
		<category><![CDATA[fans page facebook]]></category>
		<category><![CDATA[friendfeed]]></category>
		<category><![CDATA[mediabeta]]></category>
		<category><![CDATA[pagina aziendale]]></category>
		<category><![CDATA[profilo personale]]></category>
		<category><![CDATA[social network]]></category>
		<category><![CDATA[twitter]]></category>
		<category><![CDATA[web 2.0]]></category>
		<category><![CDATA[web marketing]]></category>

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		<description><![CDATA[Qualcuno dice che Facebook è il più grande &#8220;social network&#8221; del mondo, qualcun&#8217;altro afferma che sia il &#8220;social network&#8221; per definizione. Di sicuro è network, e come affermare il contrario viste le 150 milioni, e forse più, di persone ormai iscritte?<a class="moretag" href="https://www.mediabeta.com/blog/mediabeta-pubblica-la-sua-fans-page-su-facebook-attenzione-al-profilo-personale/"> Continua...</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Qualcuno dice che Facebook è il più grande &#8220;social network&#8221; del mondo, qualcun&#8217;altro afferma che sia il &#8220;social network&#8221; per definizione. Di sicuro è network, e come affermare il contrario viste le 150 milioni, e forse più, di persone ormai iscritte?</p>
<p>Fino ad ora ci eravamo tenuti fuori, un po&#8217; per pigrizia, un po&#8217; perchè abbiamo dato priorità ad altri social network (vedi nostro profilo su <a href="http://www.mediabeta.com/mediabeta/">Twitter/mediabeta </a>, o su <a href="http://www.friendfeed.com/mediabeta/">FriendFeed/mediabeta</a>) un po&#8217; per privacy. In effetti siamo un &#8221;tantinello&#8221; timidi &#8230;.;-)</p>
<p>Poco prima dell&#8217;estate ne avevamo parlato ma non avevamo deciso. Di ritorno dalle ferie, complice la rilassatezza ed il caldo ancora presente, abbiamo fatto il passo ed eccoci su Facebook con la nostra Fans page <a href="http://bit.ly/nnXFT">http://bit.ly/nnXFT</a> .</p>
<p>A questo punto qualcuno penserà:  <strong>&#8220;<em>era ora</em>!&#8221;,</strong> qualcuno altro <em><strong>&#8220;e cosa ci voleva?&#8221;</strong></em>; ma per quella <em>minoranza silenziosa</em> che pensa &#8220;<em>ma come si fa a creare una fans page aziendale su Facebook </em>?&#8221; diamo qui di seguito alcuni semplici passi che abbiamo seguito noi.</p>
<p><strong>1) Ci siamo iscritti a Facebook con un Profilo Personale veritiero.</strong><br />
Alcuni preferiscono inserire i dati aziendali (ad esempio Nome: Mediabeta, Cognome: srl) . Questa scelta, però, rientra tra le procedure deprecate.<br />
Molte aziende non si sono curate di ciò ed oggi rischiano la chiusura dell&#8217;account da parte di Facebook e di perdere il patrimonio di fans acquisiti.<br />
<strong>E&#8217; corretto invece creare una fans page a partire dal Profilo personale</strong> della &#8220;<em>persona</em>&#8221; demandata a fare questo in azienda o per l&#8217;azienda. Nel caso cui nessuno ha un profilo personale sarà il caso di crearne uno o chiedere ospitalità a qualche parente&#8230;;-)</p>
<p>Una volta creato il profilo personale e fatto l&#8217;accesso,</p>
<p><strong>2)Abbiamo digitato l&#8217;indirizzo </strong><a href="http://www.facebook.com/pages/create.php"><strong>http://www.facebook.com/pages/create.php</strong></a><br />
A questo punto è iniziata la creazione guidata della pagina, a dire il vero abbastanza semplice, che si è conclusa per quanto riguarda la sua struttura in pochi secondi&#8230;forse qualche minuto per la verità!</p>
<p><strong>Non andiamo oltre per vari motivi: il primo</strong> perchè abbiamo da poco finito le ferie e non è bene stancarsi;-)  tra l&#8217;altro fino a qualche giorno fa c&#8217;era un caldo pazzesco, <strong>il secondo</strong> perchè potrei descrivervi per filo e per segno la procedura ma se Facebook decidesse di cambiare interfaccia &#8230;addio procedura, <strong>il terzo</strong> perchè  &#8220;A cosa serviamo noi se non a supportarvi nelle vostre azioni di Web marketing?&#8221;</p>
<p>Se avete piacere o avete bisogno <a href="http://www.mediabeta.com/contatti_certificazione_qualita_usabilita_mediabeta.php">contattateci</a> e Mediabeta risponderà.</p>
<p>In tutti i casi <strong>ricordatevi di partire da un profilo personale veritiero!</strong> e Keep in touch!</p>
<p><em>Per la minoranza della minoranza silenziosa quasi dimenticavamo</em>. Per creare un nuovo profilo personale basterà andare sulla homepage di facebook: <a href="http://www.facebook.com/">http://www.facebook.com/</a> e compilare i pochi dati richiesti sulla destra.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Dal web 1.0 al web 2.0</title>
		<link>https://www.mediabeta.com/blog/dal-web-10-al-web-20/</link>
		<comments>https://www.mediabeta.com/blog/dal-web-10-al-web-20/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2009 14:00:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Raffaella</dc:creator>
				<category><![CDATA[Social media marketing]]></category>
		<category><![CDATA[Strategie di marketing nell'era digitale]]></category>
		<category><![CDATA[social network]]></category>
		<category><![CDATA[web 1.0]]></category>
		<category><![CDATA[web 2.0]]></category>

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		<description><![CDATA[Quanti di voi in questi ultimi tempi, leggendo articoli legati all&#8217;argomento web, si sono imbattuti nell&#8217;espressione Web 2.0? Se oggi si parla di web 2.0, è perchè prima utilizzavamo il web 1.0? In cosa si differenziano i due tipi di<a class="moretag" href="https://www.mediabeta.com/blog/dal-web-10-al-web-20/"> Continua...</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Quanti di voi in questi ultimi tempi, leggendo articoli legati all&#8217;argomento web, si sono imbattuti nell&#8217;espressione Web 2.0? Se oggi si parla di web 2.0, è perchè prima utilizzavamo il web 1.0? In cosa si differenziano i due tipi di web?</strong> <img src='https://www.mediabeta.com/blog/wp-includes/images/smilies/icon_confused.gif' alt=':???:' class='wp-smiley' /> </p>
<p align="justify">Allora ho iniziato una serie di ricerche in rete per cercare di approfondire l&#8217;argomento e provare a dare una risposta alle tante domande che mi sono venute in mente. A questo punto mi sono resa conto che esistono non poche diversità di vedute anche tra i &#8220;grandi&#8221; esperti di Internet che, più volte, si sono scontrati sul tema.</p>
<p align="justify">Ecco un estratto della definizione di Web 2.0 che si può leggere su Wikipedia: <em>&#8220;il </em><em><strong>W</strong></em><em><strong>eb 2.0</strong></em><em> è una locuzione utilizzata per indicare genericamente uno stato di evoluzione di Internet (e in particolare del World Wide Web), rispetto alla condizione precedente (aggiungo io web 1.0). Si tende ad indicare come Web 2.0 l&#8217;insieme di tutte quelle applicazioni online che permettono uno spiccato livello di interazione sito-utente (blog, forum, chat, sistemi quali Wikipedia, Youtube, Facebook, Myspace, Gmail, WordPress ecc.).</em></p>
<p align="justify"><em>La locuzione pone l&#8217;accento sulle differenze rispetto al cosiddetto Web 1.0, diffuso fino agli anni &#8217;90, e composto prevalentemente da siti web statici, senza alcuna possibilità di interazione con l&#8217;utente eccetto la normale navigazione tra le pagine, l&#8217;uso delle email e l&#8217;uso dei motori di ricerca.</em></p>
<p align="justify"><em>Un esempio di web 2.0 potrebbe essere il social commerce, l&#8217;evoluzione dell&#8217;E-Commerce in senso interattivo, che consente una maggiore partecipazione dei clienti, attraverso blog, forum, sistemi di feedback ecc.&#8221;</em></p>
<p align="justify">Nella definizione possiamo includere tutti quelli che sono i modelli e gli approcci innovativi che hanno veramente cambiato il web da una versione 1.0 ad una 2.0.</p>
<p align="justify">In effetti non si può parlare di applicazioni web vecchie o nuove senza parlare anche degli utenti. <strong>Ma gli utenti sono rimasti gli stessi?</strong></p>
<p align="justify">Osservando l&#8217;evoluzione del 2.0, da quando se ne è cominciato a parlare intorno al 2002 fino a quando è stato definito per la prima volta nel 2004, ci si rende conto di come, in quegli stessi anni, si stesse formando la prima generazione di persone cresciute con il web, mentre negli anni precedenti gli utenti erano quasi esclusivamente persone che avevano adottato il web.</p>
<p align="justify">Si è così arrivati all&#8217;esplosione dei fenomeni dei social network, dove un&#8217;intera generazione fa del web una parte importante della propria vita sociale e comunicativa.</p>
<p align="justify">Dopo quanto visto, potremmo dire che il web 2.0 non è un alternativa al web così come lo abbiamo inteso sino ad oggi, ma è sempre il web tradizionale che esiste sotto due punti di vista:</p>
<p align="justify">1. Il web 2.0 rappresenta una serie di modelli stratego/sociali/economici venuti fuori dal non ottimale funzionamento o dal fallimento dei modelli esistenti nel mondo fisico e che, nella prima fase del web, si è provato a trasporre sul mondo virtuale.</p>
<p align="justify">In breve il <strong>web 2.0 è quanto di meglio emerso negli 15 anni di esperienza raggiunta oggi sul web</strong>.</p>
<p align="justify">Oggi, per esempio, si sa che i prodotti web non sono prodotti tipicamente industriali che si possono implementare di anno in anno ma sono prodotti che vivono quotidianamente e vanno, quindi, migliorati giorno per giorno.</p>
<p align="justify">2. Il web 2.0 è una nuova fase storica del web nella quale si stà manifestando il vero potenziale del mezzo: la tecnologia è in una fase molto avanzata e dunque non è più un problema; gli stessi utenti sono ad un livello di esperienza molto avanzato e chiedono di più.</p>
<p align="justify">Per approfondire ulteriormente l&#8217;argomento può essere utile leggere le definizioni che Tim O&#8217;Reilly in &#8220;<span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.oreillynet.com/pub/a/oreilly/tim/news/2005/09/30/what-is-web-20.html?page=1">What is Web 2.0</a></span>&#8221; e Paul Graham nel suo &#8220;<span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.paulgraham.com/web20.html">Web 2.0</a></span>&#8221; danno del concetto di web 2.0. Inoltre, possono essere interessanti alcuni video, in cui, in modo molto &#8220;2.0&#8243;, si spiega l&#8217;evoluzione che si sta verificando nell&#8217;utilizzo del web.</p>
<ul>
<li>
<p align="justify">Web 2.0 &#8230; The Machine is Us/ing Us &#8211; traduzione italiana <a href="http://www.youtube.com/watch?v=5xDITZBizfY">http://www.youtube.com/watch?v=5xDITZBizfY</a> e versione originale <a href="http://www.youtube.com/watch?v=6gmP4nk0EOE">http://www.youtube.com/watch?v=6gmP4nk0EOE</a></p>
</li>
<li>
<p align="justify">What is Web 2.0? <a href="http://www.youtube.com/watch?v=0LzQIUANnHc">http://www.youtube.com/watch?v=0LzQIUANnHc</a></p>
</li>
<li>
<p align="justify">Dramatic Shift in Marketing Reality (<a href="http://www.youtube.com/watch?v=ciSrNc1v17M">http://www.youtube.com/watch?v=ciSrNc1v17M</a>) -</p>
</li>
</ul>
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