Analisi SEO dei competitor: come vedere le keyword che portano loro clienti

Capita di guardare il sito di un concorrente e chiedersi da dove gli arrivino i clienti. Sembra ben posizionato, pubblica molto, ma non è chiaro su quali ricerche stia guadagnando visibilità, né se valga la pena inseguirlo.

L'analisi SEO dei competitor serve a rispondere proprio a questo: su quali ricerche compaiono, con quali pagine, e se la loro visibilità sta crescendo o calando. In questa pagina vediamo come leggerla, dove i numeri vanno presi con cautela e come passare da una lista di keyword a una decisione. È l'approfondimento della guida all'analisi dei competitor.

I tre livelli dell'analisi SEO di un competitor

Un'analisi SEO dei competitor incrocia tre livelli di dati: cosa intercettano (le keyword su cui sono visibili), come lo fanno (le pagine con cui le intercettano) e se funziona (l'andamento nel tempo di quella visibilità). Li vediamo in ordine, con cosa guardare in ciascuno.

Come vedere le keyword che portano clienti ai concorrenti

Il punto di partenza è l'elenco delle ricerche per cui il sito di un competitor compare. Ci sono due modi per ottenerlo:

Con uno strumento di analisi SEO di terze parti. Questi strumenti stimano le keyword per cui un dominio è visibile e il traffico che gli portano. Sono stime, non misure: utili per confrontare gli ordini di grandezza, meno affidabili sul numero esatto.

A mano, sulle ricerche che contano per te. Cerchi su Google le query importanti per il tuo business e annoti chi compare nei primi risultati. È più lento e copre meno ricerche, ma non dipende da nessuna stima.

Un'avvertenza utile: Google Search Console mostra i dati del tuo sito, non quelli dei concorrenti. Per loro servono strumenti esterni o la verifica manuale.

Poi va fatta una selezione. Separa le ricerche che contengono il nome del competitor da quelle di categoria. Le prime dicono quanto è conosciuto, non su cosa sta conquistando clienti nuovi: la parte che interessa all'analisi è quella che non passa dal nome.

Le pagine che portano il traffico

Una keyword da sola non basta: interessa la pagina con cui il competitor la intercetta. Guarda quali pagine ricevono più traffico stimato e di che tipo sono: guide informative, pagine di categoria, schede prodotto, confronti.

Per ciascuna chiediti a quale bisogno risponde e con quale profondità: quanto è lunga, come è organizzata, cosa offre in più di quello che c'è sul tuo sito. Il tipo di pagina racconta anche l'intento che il competitor sta presidiando: chi punta soprattutto su guide informative intercetta persone che si informano, chi lavora su categorie e schede è più vicino all'acquisto.

L'andamento nel tempo

Un competitor può avere molta visibilità oggi ma essere in calo, oppure averne poca ma crescere in fretta. Il terzo livello dice se la sua strategia sta funzionando.

Confronta periodi omogenei (gli stessi mesi di anni diversi, se il tuo settore è stagionale) e guarda se le keyword principali salgono, restano stabili o scendono. Un competitor in crescita su un tema che ti interessa è un segnale da prendere sul serio. Uno in calo può aprirti uno spazio.

Analisi dei siti dei competitor: cosa guardare oltre le keyword

Oltre ai dati di ricerca, vale la pena guardare come è costruito il sito: quali temi ha sviluppato con più pagine collegate tra loro, come organizza le categorie, quanto sono aggiornati i contenuti e con quale proposta si presenta a chi arriva.

Non serve un audit tecnico. Basta capire su quali argomenti il competitor ha investito di più e come accompagna le persone verso un contatto o un acquisto. Anche qui vale la regola del resto dell'analisi: quello che osservi è un'ipotesi da verificare nei dati, non una conclusione.

Cosa farne: dalla lista di keyword alla decisione

Una lista di keyword di un competitor non è un piano. Per trasformarla in una decisione, filtrala con quattro domande:

  • È pertinente a ciò che vendi davvero?
  • Ha un volume di ricerca che vale la pena intercettare?
  • L'intento è vicino all'acquisto, o resta solo informativo?
  • Tu sei assente o debole, mentre lui è presente?

Le keyword che superano tutti e quattro i filtri sono le candidate per le prime priorità. Le altre possono aspettare, oppure non valere l'investimento.

È la lettura per aree della matrice di posizionamento, vista dal lato delle keyword.

Gli errori più comuni

  • Fidarsi del numero esatto. Volumi e traffico degli strumenti esterni sono stime: servono per gli ordini di grandezza.
  • Includere le ricerche di brand. Gonfiano il quadro e non mostrano dove il competitor conquista clienti nuovi.
  • Guardare un solo periodo. Senza il confronto nel tempo non capisci se il competitor sta salendo o scendendo.
  • Confrontarsi con portali generalisti. Compaiono su molte ricerche ma non sono concorrenti diretti.
  • Raccogliere senza decidere. Un file pieno di keyword che non porta a nessuna priorità.

In sintesi

Guarda su quali ricerche compare il competitor, con quali pagine e con quale andamento. Scarta il brand e filtra per pertinenza, volume e intento. Poi decidi.

Il quadro completo, con i competitor veri, la matrice di confronto e il metodo in 4 passi, è nella guida all'analisi dei competitor: torna al pillar per il metodo completo.

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