Strumenti per analizzare competitor e mercato: gratuiti, a pagamento e quando bastano
Quando si comincia ad analizzare i competitor, la prima domanda è quasi sempre la stessa: quale strumento uso? Ce ne sono moltissimi, gratuiti e a pagamento, e ogni settimana ne compare uno nuovo che promette di fare tutto.
La scelta dello strumento conta meno di quanto sembri. Conta di più sapere quale decisione devi prendere e di quali dati hai bisogno per prenderla. In questa pagina vediamo cosa offrono gli strumenti gratuiti, cosa aggiungono quelli a pagamento, che ruolo hanno gli strumenti di intelligenza artificiale e in quali casi bastano, come accennato nella guida all'analisi dei competitor.
Strumenti gratuiti: cosa danno e cosa no
Con gli strumenti gratuiti si può fare più di quanto si pensi, purché si sappia cosa ciascuno mostra:
Google Search Console
Mostra le ricerche, i clic, le impression e la posizione del tuo sito. Non mostra i dati dei concorrenti.
Google Analytics
Racconta cosa fanno le persone quando arrivano sul tuo sito. Anche qui, i dati sono solo i tuoi.
Google Trends
Mostra l'andamento nel tempo dell'interesse per un tema e permette di confrontare termini diversi. I valori sono relativi, non volumi assoluti: utile soprattutto per capire la stagionalità.
Google Keyword Planner
Stima i volumi di ricerca. È gratuito con un account Google Ads, anche senza avviare campagne, ma senza spesa pubblicitaria i volumi compaiono per fasce e non con il numero esatto.
Libreria inserzioni di Meta
Rende consultabili le inserzioni attive di una pagina: utile per vedere su cosa un concorrente sta investendo.
Ricerche manuali su Google
Cerchi le query che contano per te e annoti chi compare nei primi risultati. Nessuna stima, ma copre poche ricerche.
Il limite comune è che quasi tutti mostrano i tuoi dati o dati generali di mercato. Per vedere i concorrenti servono la verifica manuale o qualcosa in più.
Strumenti a pagamento: cosa aggiungono
Gli strumenti a pagamento colmano soprattutto quel vuoto: permettono di guardare anche i siti degli altri.
Strumenti di analisi SEO di terze parti
Come Semrush o Ahrefs, in genere ad abbonamento
Stimano le keyword e il traffico di qualsiasi dominio, mostrano le pagine che portano più visite, la sovrapposizione di keyword tra siti e l'andamento nel tempo. Sono stime, non misure, come spieghiamo nell'approfondimento sull'analisi SEO dei competitor.
Strumenti di monitoraggio dei prezzi
Servono soprattutto a chi vende online e tiene traccia dei prezzi dei concorrenti. Risolvono un problema diverso dall'analisi SEO.
Strumenti di analisi dei social
Misurano interazioni e crescita dei profili. Il loro limite è quello visto per i social in generale: sono un indizio, non la misura della domanda reale.
Pagare uno strumento non rende i dati più esatti: li rende più numerosi e più comodi da raccogliere. Il lavoro di lettura resta lo stesso.
E gli strumenti di intelligenza artificiale?
Gli assistenti di intelligenza artificiale sono utili per riassumere, confrontare testi, organizzare idee e preparare una prima lettura dei dati. Non sono però una fonte di dati di ricerca.
Se non sono collegati a una fonte reale, possono restituire numeri plausibili ma inventati: volumi, traffico, classifiche di competitor che sembrano precisi e non lo sono. La regola pratica è usarli per organizzare e interpretare, e verificare ogni numero su una fonte di dati prima di prendere una decisione.
Come scegliere: tre domande
Prima di guardare gli strumenti, rispondi a tre domande:
- Che decisione devo prendere? Dove investire in contenuti, quali ricerche presidiare, se cambiare prezzo, se entrare in un nuovo tema.
- Di quali dati ho bisogno per prenderla? I tuoi, quelli dei concorrenti, quelli del mercato in generale.
- Quanto costa raccoglierli, in tempo e in denaro? Il tempo pesa spesso più dell'abbonamento.
La risposta alla prima domanda restringe subito la scelta: se la decisione non richiede i dati dei concorrenti, non serve uno strumento che li stimi.
Quando gli strumenti bastano
Gli strumenti, anche solo quelli gratuiti, bastano in alcune situazioni:
- quando l'attività è locale e i concorrenti chiari sono pochi;
- quando la decisione è piccola e si può correggere, per esempio il titolo di una pagina;
- quando serve una prima lettura per farsi un'idea, prima di decidere se approfondire.
In questi casi una verifica manuale su Google, insieme ai dati del tuo sito, permette di partire senza altro.
Quando serve un metodo
Lo strumento raccoglie i dati. Non decide quali guardare, in che ordine e cosa farne. Un metodo serve quando:
- hai centinaia di keyword e non sai quali contano davvero per il tuo business;
- i competitor veri non coincidono con quelli che hai in mente;
- devi decidere dove investire tempo o budget e le fonti dicono cose diverse;
- hai già raccolto molti numeri, ma non si è trasformato in una priorità.
In questi casi il metodo in 4 passi della guida (dove sei, dove stai perdendo, dove puoi crescere, cosa fare) mette in ordine i dati, qualunque sia lo strumento con cui li hai raccolti. È lo stesso principio alla base di Bussola Digitale: partire dal dato e arrivare a una decisione.
In sintesi
Scegli lo strumento partendo dalla decisione, non dal catalogo. Quelli gratuiti mostrano i tuoi dati e quelli generali di mercato, quelli a pagamento aggiungono i siti degli altri, l'intelligenza artificiale aiuta a leggere ma non sostituisce una fonte di dati. Quando i numeri sono tanti e le priorità poche, serve un metodo.
Il quadro completo, con i competitor veri, la matrice di confronto e il metodo in 4 passi, è nella guida all'analisi dei competitor: torna al pillar per il metodo completo.
Se vuoi vedere come si applica ai dati del tuo sito, puoi candidarti alla prova gratuita di Bussola Digitale.
Candidati alla prova gratuita